Le grotte di Pastena diventano la Betlemme di duemila anni fa, un successo per il presepe vivente

Le grotte di Pastena sono uno dei luoghi naturali più suggestivi del Lazio e ogni anno, da diversi anni, il misterioso mondo di stalattiti e stalagmiti si trasforma in uno straordinario presepe naturale. Il 26 dicembre, come tradizione vuole, le grotte di Pastena diventano la Betlemme di oltre 2000 anni fa ospitando il presepe vivente. Le scene di artigiani, le immagini della vita quotidiana e la natività vengono rappresentati con abiti d’epoca da una folta schiera di figuranti. Un evento che richiama ogni anno tantissimi visitatori da ogni parte che vogliono immergersi in uno spettacolare spirito natalizio. Il sindaco Arturo Gnesi si è detto entusiasta della manifestazione e ha spiegato cosa rende unico il presepe vivente delle grotte di Pastena. “Anche per quest’anno è andata, – ha detto con un pizzico di sano orgoglio il primo cittadino – la rappresentazione del presepe all’interno delle Grotte è stata molto suggestiva ed esclusiva per lo scenario naturale inedito e inimitabile.
Una manifestazione che cresce per l’interesse delle associazioni e dei giovani di Pastena e soprattutto perché c’è un desiderio condiviso di dare una mano alla crescita del paese e di contribuire al suo sviluppo economico e culturale.
Costumi e scenografie curate con l’obiettivo di creare fascino e stupore per un evento che sempre più viene stritolato dalla logica consumistica e da una palese filosofia materialistica.
Per evitare che il Natale sia solo apparenza, luci, regali, tavolate e brindisi occorre ripercorrere la via della storia e la strada della memoria.
Le cantilene, i sapori, i ricordi, i sogni e lo stupore dell’infanzia, tutto si incarna in questo percorso dove i mestieri manuali e gli utensili antichi sono testimoni del divenire eterno delle generazioni umane.
Tutto corre in fretta mentre ci sarebbe bisogno di fermare il tempo, rileggere i dilemmi che la ragione e la fede hanno lasciato in sospeso, far riemergere gli interrogativi esistenziali sommersi dal relativismo e dal tecnicismo dell’ultimo secolo.
Un Dio che si fa uomo e condivide la precarietà del tempo mentre oltre gli atomi e le molecole si scoprono universi infiniti e particelle invisibili che scrivono le nuove leggi della fisica e dettano le nuove teorie sull’origine del mondo e della vita.
Un presepe che contribuisce a far vivere un paese, a rafforzare i legami di amicizia tra la gente e a costruire un pezzo di storia insieme.
Un presepe che si contrappone all’inerzia e alla cattiva volontà di coloro che non aiutano, non collaborano e non fanno nulla per risolvere i problemi.
Un grazie a tutte quelle persone che hanno lavorato per realizzare questo progetto e non si sono fermate nonostante le incomprensioni e le critiche. Si può continuare a crescere”.