Le proposte di Massimiliano Mignanelli per abbattere le liste d’attesa e sulla ricerca in ambito sanitario

“Il diritto alla salute non deve mai essere dato per scontato. Accanto a Beatrice Lorenzin abbiamo affrontato a pieno la situazione del sistema sanitario nazionale”.

A dichiararlo è  Massimiliano Mignanelli candidato alla  Camera dei Deputati nel collegio Latina – Frosinone con Civica Popolare Lorenzin.

Massimiliano Mignanelli è da sempre molto vicino al ministro della salute Lorenzin e in diverse occasioni ha organizzato convegni e  dibattiti sulla condizione specifica della sanità nel basso Lazio.

“In questi anni il ministro Lorenzin  – ha spiegato Mignanelli  – ha avuto il coraggio di imporre decisioni  lungimiranti costruendo la salvaguardia di uno dei capisaldi del sistema di welfare del nostro Paese, cioè il  sistema sanitario di impronta universalistica rimasto uno dei pochi esempi nel mondo in un contesto  caratterizzato da una evidente crisi economica e da  scelte di programmazione dominate da più o meno vincoli  di finanza pubblica.  Tanto è stato fatto in questi anni come abbattere le lunghe liste di attesa e l’abolizione del superticket da 10  euro. Ma adesso l’asticella della sfida è ancora più alta: promuovere l’applicazione dell’Urban health Rome declaration, siglato tra Ministero della Salute e Anci, che riconosce il concetto di salute un elemento imprescindibile per il benessere di una società, non più solo un “bene individuale” ma un “bene comune”,  che chiama tutti all’osservanza di regole di convivenza civile. Vanno quindi considerate anche le condizioni  naturali, ambientali, climatiche e abitative, così come la vita lavorativa, economica e sociale.  In primo piano va inserito il ruolo delle città, dove nei prossimi decenni si concentrerà il 70% della  popolazione globale. L’età della popolazione si sta alzando sempre di più e per questo si deve prevedere l’assistenza domiciliare per gli anziani in tutta Italia. Attualmente è talmente scarsa che la gente nemmeno sa che esiste. Ma soprattutto non bisogna mai  smettere di intrecciare il diritto alla salute con la ricerca nell’ambito sanitario. Puntare sulla ricerca è il vero investimento che si deve fare”.