Mauro Buschini, storia di un ragazzo di ‘partito’. Intervista con l’assessore all’ambiente della Regione Lazio

Il tuo esordio in politica è ormai lontano nel tempo anche se resti un giovane. Come sono stati gli inizi?
Nella Federazione dei Giovani del circolo di Alatri. Poi sono entrato nella federazione provinciale degli allora DS e poi nel Partito Democratico in cui ho ricoperto il ruolo di segretario provinciale.

Ad un certo punto arriva anche la Regione Lazio nella tua carriera politica ora quasi alla fine dei 5 anni pensi di ricandidarti e soprattutto dopo questa esperienza in che ruolo penso di ricandidarti?
Proprio in virtù di quella storia che hai ricordato mi ritengo un uomo di partito vecchia maniera, vecchio stampo come si direbbe in gergo. Lo deciderà il partito se sarò ricandidato e per quale ruolo posso essere ricandidato. Vengo da una cultura politica antica, quando mi viene affidato un compito cerco di portarlo avanti non sto tutti i giorni a pensare a quello che devo fare dopo. Penso che la politica sia soprattutto questo: cercare di onorare la fiducia che le persone ti hanno dato. Del resto si viene qui a discutere con un comitato non perché sia un fatto normale ma io ci vengo perché penso che siccome questa terra mi ha eletto e mi ha dato tanto merita ascolto, rispetto, lavoro quindi lo deciderà il partito quello che accadrà.

Accanto a te, oggi, ci sono tanti esponenti che hanno storie politiche completamente diverse dalla tua e che ora sono nel Partito Democratico insieme a te…
Perché il Partito Democratico è una grande possibilità di riforma dell’Italia, è quando si fondono tante storie diverse che allora il Pd nasce e quando si fondono culture differenti bisogna ricordarlo a una generazione che si è affacciata alla politica per la prima volta nel Pd. Ci siamo noi con le tante storie però c’è anche una consapevolezza di persone nuove capaci di rappresentare un punto di innovazione.

In provincia di Frosinone, il Partito Democratico nasce litigioso e diviso dopo 10 anni, qual è la sua reale forza?
Un partito così grande che mette insieme tante culture differenti o appunto la nuova cultura politica del Pd è naturale che ci sia discussione. Vivaddio e poi vabbè molto spesso questa rappresentazione esterna di un Pd eternamente lacerato non è manco fin troppo veritiera. Il Pd ha dei problemi legati alla politica attuale, alle scelte da fare però è bene che sia così. Bene che si discuta, siamo in campo aperto per mettere insieme tante intelligenze se poi si sceglie la strada, come noi abbiamo scelto, di mettere tante menti pensanti insieme è naturale che ci sia il confronto e perché no? quando serve anche lo sconto.

Ma c’è un argomento su cui il Pd è univoco, tutto il Pd è concorde su un’unica linea?
Tanti argomenti, come no ,è quello che ho detto prima ci si confronta, farei un elenco interminabile di cose che uniscono il Pd, sulle quali si discute. Alla fine della discussione si è più uniti dell’inizio, cioè è male quando non si discute perché la discussione spesso culmina con l’unità e l’unità si costruisce discutendo.
Scalia-De Angelis è finita questa dicotomia?
non è mai esistita… (e sorride)