#NoAcea, cittadini mobilitati per ‘l’avviso di disdetta’

noacea il comitato ha raccolto le firme e incontrerà il Sindaco di Cassino

La raccolta firme del movimento spontaneo #noacea prosegue a ritmo serrato.

L’obiettivo è raggiungere quota 4000, il numero necessario per far sentire la voce della città che difende ad ogni costo l’acquedotto comunale dalla cessione al gestore privato.

La raccolta firme è proseguita anche nella giornata di oggi e il gazebo di Corso della Repubblica è stato un polo d’attrazione per i tanti cittadini che vogliono informarsi e sapere quale sarà il loro futuro di contribuenti.

Gli attivisti del comitato hanno spiegato le loro motivazioni e la base di partenza del movimento: “Dal giorno 15 giugno si è costituito il Movimento Spontaneo #noacea, organizzatosi per mezzo di un presidio fisso in Corso della Repubblica.  L’iniziativa, annunciata sui social, nasce dall’impegno di numerosi attivisti locali, associazioni, movimenti già impegnati da anni sul tema acqua pubblica, al fine di scongiurare il passaggio dell’acquedotto comunale alla multinazionale Acea dal 1 luglio 2017”.

Il movimento #noacea dalla piazza virtuale dei social è sceso nella piazza reale della città animato da una forte delusione nei confronti della classe politica: “In seguito alla inerzia e alle responsabilità dell’attuale amministrazione e dopo il fallimento e le bugie di quella precedente, riteniamo inevitabile l’impiego di forme di lotta radicali. A tal proposito abbiamo avviato una petizione popolare per la raccolta di circa 4.000 firme che avranno un valore di “avviso di disdetta” del contratto con l’acquedotto comunale in caso di passaggio al gestore privato.

Il Movimento  Spontaneo #noacea oltre alla attuazione di tale forma di protesta, ha indetto un incontro con i cittadini di Cassino nella giornata di mercoledì  21 giugno presso piazza de Gasperi in concomitanza del consiglio comunale come strumento  di pressione sulla attuale amministrazione per far sì che quest’ultima intraprenda la strada della ri-pubblicizzazione dell’acquedotto  attraverso una società pubblica in house.

Tale strada ripercorre quella già tracciata dai movimenti per l’acqua pubblica e corre parallelamente alla risoluzione contrattuale con Acea di cui all’art. 34 della convenzione 2003, votata nella assemblea dei sindaci nel dicembre 2016.

A nulla servono le inutili giustificazioni del primo cittadino che dal giorno del voto di dicembre ha deciso di tirare i remi in barca optando per un accordo di cessione con la multinazionale le cui condizioni  sono sconosciute alla cittadinanza tutta.

Dal voto di dicembre l’attuale amministrazione  avrebbe dovuto iniziare uno studio di fattibilità e dar vita a iniziative di collaborazione con gli altri sindaci concordi con la ri-pubblicizzazione del servizio idrico integrato (SII).

Ad oggi, nulla di tutto questo è  stato fatto. Il sindaco D’Alessandro  in queste ore continua con dichiarazioni di resa motivandole con il rischio che avrebbe corso in prima persona  in sede civile e penale. Al sindaco D’Alessandro rispondiamo che quella in atto è una guerra contro il colosso Acea e sta a lui decidere se dopo la ferita subita vuol rimanere in infermeria e chiedere il congedo o tornare sul campo in difesa dei diritti dei cittadini”.

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