Omicidio Piccolino, la cassazione conferma 17 anni e 8 mesi a Michele Rossi

Omicidio Piccolino, la Cassazione conferma la condanna a 17 anni ed 8 mesi per Michele Rossi, che più di tre anni fa sparò all’avvocato pontino nel suo studio. I giudici con la stola di ermellino di Piazza Cavour hanno ritenuto, con Camera di consiglio terminata alle 20.40 di oggi, (ieri per chi leggesse il 15) di dover promuovere l’impianto accusatorio che, in Appello era stato ridotto da 20 anni a 17 anni ed 8 mesi, con la “bocciatura” delle aggravanti legate alla contemporaneità di porto e detenzione di arma da fuoco e della premeditazione. Mario Piccolino, 71enne avvocato e blogger noto per le sue battaglie contro la camorra e originario di Selvacava di Ausonia, venne ucciso nel suo studio formiano il 29 maggio 2015 dal 60enne di Cellole Michele Rossi. Un colpo di pistola al volto mise fine alla vita del legale, dopo che l’omicida aveva maturato sentimenti di rivalsa e livore per una causa civile che la vittima aveva patrocinato con successo contro i suoi interessi. Il processo celebratosi con rito abbreviato a Cassino aveva visto il Pubblico ministero Mattei chiedere 30 anni ed ottenerne 20, ma i legali del condannato avevano proposto appello. In secondo grado, a luglio dell’anno scorso, la pena venne ridotta di poco più di due anni, dopo l’arringa dell’avvocato Andrea Di Croce, in un dibattimento che aveva visto il collega Alberto Scerbo rappresentare la parte civile. Un precedente ricorso in Appello della Procura di Cassino per un incremento della pena era stato parimenti bocciato; andava presentato in Cassazione. E proprio la Suprema ha messo fine ieri alla vicenda giudiziaria con la sentenza di terzo grado sul brutto fatto di sangue che privò la società pontina di un esponente di spicco, di un professionista affermatissimo e di un battagliero paladino della legalità. A patrocinare in Cassazione per la parte civile Marco piccolino, fratellod ella vittima, c’era l’avvocato Giancarlo Corsetti, che si è affiancato al collega Scerbo operante nei precedenti gradi di giudizio. Confermata anche la multa di 2.400,00 euro e la provisionale in favore della parte civile pari a 60mila euro, più la condanna generica ad un risarcimento da definirsi in sede civile.
Giampiero Casoni