Migranti bloccati sulla Diciotti, il sindaco Arturo Gnesi conia il neologismo “salvinanza”

Il sindaco di Pastena, Arturo Gnesi, non ha mai fatto mistero delle proprie opinioni, non si è mai tirato indietro di fronte ai dibattiti costruttivi e ha sempre trovato la formula giusta per essere incisivo e provocatorio nello stesso tempo. E’ così che conia un’espressione per rappresentare un certo modo di pensare che sta tenendo in scacco l’italiano medio in questa estate 2018: “Tra l’ignoranza e l’arroganza – sostiene il sindaco Gnesi – spunta la “salvinanza”, ovvero l’esercizio del potere basato sulla presunzione del sapere.

Il caso dei profughi eritrei che i trattati internazionali autorizzano a chiedere l’asilo politico perché sottoposti alla repressione di un regime dittatoriale, ne è un chiaro esempio.

Le leggi oltre che essere state tradite da un comportamento squadrista ed omertoso, sono state altresì eluse da battute sarcastiche e beffarde da chi avrebbe voluto far credere agli sprovveduti che a bordo della nave “Diciotti” ci fosse un piccolo esercito di palestrati.

La salvinanza impedisce di conoscere la storia di questi reietti, fuggiti dalla loro terra per finire, dopo aver attraversato il deserto, schiavi in Libia.

La retorica dei “porti chiusi” enunciata ai quattro venti dalle “bocche aperte” di vari ministri, non ha fatto i conti con le storie di questi esseri umani sopravvissuti alla tortura e alla fame perché diversamente non può essere definita la condizione di chi ogni due giorni deve dividere un piatto di pasta con altri otto compagni e dissetarsi con un quarto di acqua al giorno.

La salvinanza è un boccale di birra alla faccia non dei giudici che hanno aperto un’inchiesta sul blocco della nave italiana della guardia costiera, in un porto italiano, bensì alla faccia del dolore e della violenza subita dalle giovani donne eritree stuprate dalle bande di trafficanti.

La salvinanza, ovvero il black out dell’intelligenza sul rapporto dell’Onu del 24 agosto: “migranti e rifugiati continuano ad essere sottoposti a privazione della libertà e detenzione arbitraria in luoghi di prigionia ufficiali e non ufficiali, torture inclusa la violenza sessuale, rapimento a scopo di riscatto, estorsione, lavoro forzato, esecuzioni illegali…. Colpevoli delle violenze sono ufficiali governativi, gruppi armati, bande criminali, contrabbandieri, trafficanti… Le donne e le ragazze migranti sono particolarmente esposte a stupro, prostituzione forzata e altre forme di violenza..”La salvinanza definisce queste barbarie, anziché testimonianze terribili “esagerazioni” o addirittura “invenzioni”.

La salvinanza tira alla grande, fa proseliti tra la gente comune e tra gli amministratori locali che hanno in vista solo qualche poltrona in Regione o al Parlamento che definire italiano ormai potrebbe apparire un insulto alla storia patria che ha saputo sempre opporre alla barbaria e alle avventure totalitarie la cultura della civiltà e la lotta politica per la libertà.

Qualche segnale di ravvedimento comincia a manifestarsi, troppo poco per invertire una rotta a cui le stesse popolazioni “padane” in quasi trent’anni di potere leghista non hanno mai creduto.

È la Chiesa che dà, ad un mondo di increduli e di sapientoni una lezione di coerenza e di coraggio non solo per aver accolto i migranti della nave Diciotti, ma per aver raccontato senza peli sulla lingua o timori reverenziali la storia di questi giorni”