Potere al popolo, viaggio negli ospedali della provincia

Elisabetta Canitano, candidata alla presidenza della Regione Lazio di “Potere al Popolo”, ieri ha visitato gli ospedali della provincia di Frosinone. A Sora, Cassino, Pontecorvo, Frosinone, Anagni, insieme ai candidati della provincia di Frosinone – Candidati alle elezioni Regionali del Lazio sonoMaddè Guglielmo, Carla Corsetti, Emiliano Lanni, Rosaria Gabriele, Ivan Visentini, Marina Navarra. Candidati alla Camera dei deputati – Uninominale: Carla Corsetti, Vincenzo Durante. Candidati alla Camera dei deputati – Plurinominale: Paolo Ceccano, Antonella Spagnoli. Al Senato: Maddè Guglielmo, Ivan Visentini, Marina Navarra – ha incontrato i direttori sanitari che hanno illustrato la situazione rispondendo ai quesiti posti.

Sessantadue anni, femminista e ginecologa presso la Asl Roma D, presidente dell’associazione vitadidonna.it che ha sede nella Casa Internazionale delle Donne a Trastevere, Elisabetta Canitano di Potere al Popolo, non ha dubbi: “La Sanità deve essere pubblica e di qualità. Con la Salute delle persone non si può lucrare. La Salute è un diritto di tutti!”. I presidi in Ciociaria sono stati quasi tutti chiusi e quelli operativi sono sovraffollati, con una forte carenza di personale. Potere al Popolo è contro i tagli, la carenza dei posti letto, per l’abbattimento delle liste d’attesa. Contro il lavoro precario e le assunzioni a partita iva.

“Anche in provincia di Frosinone – ha detto Canitano dopo aver visitato l’ospedale di Sora – è stata presa l’abitudine di prendere dei professionisti infermieri a partita Iva. C’è stato vagamente promesso che adesso con le assunzioni verranno presi. Vorrei ricordare che delle 3mila assunzioni promesse da Zingaretti, 1400 sono stabilizzazioni e le altre 1600 le dobbiamo ancora vedere. Questa corsa pre-elettorale è quasi ridicola. Abbiamo chiesto informazioni sul reparto maternità e ginecologia: tutto il reparto a Sora è formato da obiettori ma noi sappiamo che per anni le donne di Frosinone si sono alzate alla 4 la mattina per andare ad abortire a Roma. Adesso negli ultimi mesi è stata aperta l’opportunità per Alatri noi però ricordiamo che la 194 non è trovare un posto dove abortire ma è la cura che si dà alle donne e il modo con cui ci si prende cura di loro anche da un punto di vista medico-scientifico. Ricordiamo che Valentina Milluzzo è morta a Catania in un ospedale laico, formato da tutti obiettori di coscienza. Quindi non ci basta avere un posto nel giro di 150 chilometri dove fare interruzione di gravidanza volontaria. Le donne hanno bisogno dell’aborto terapeutico, della diagnostica prenatale, hanno bisogno di essere accolte da personale sanitario e ginecologico che abbia a cuore la loro salute al primo posto. Con Potere al Popolo possiamo cambiare”.

Dopo la visita al Santa Scolastica di Cassino, Canitaro ha detto: “Anche a Cassino come in molte strutture pubbliche sono stati ridotti i posti letto, chiusi dei reparti. Adesso arrivano le attrezzature di diagnostica al pronto soccorso; l’ospedale ha sofferto per mancanza di primari. Adesso vengono promesse le assunzioni. E’ un pronto soccorso in grande sofferenza, aiutato da un ambulatorio codici bianchi e verdi con medici di medicina generale che comporta un’ulteriore spesa. Non è certo la valorizzazione del territorio che ci era stato promesso con le case della salute: si tratta piuttosto di poli ambulatori dove si va con appuntamento e con liste d’attesa”.

Dopo la visita alla Casa della Salute di Pontecorvo: “Questa Casa della salute di innovativo ha il cartello all’apertura perché in realtà sono servizi di poliambulatori con tutte le loro liste d’attesa, lo specialista che viene un paio di volte a settimana. Questi servizi non hanno alcuna influenza sulla popolazione. La loro capacità di accoglienza e sgravio dei pronti soccorso praticamente non esiste e il medico di medicina generale, in assenza di un vero percorso protetto, fa quello che farebbe a studio con poca aggiunta. I cittadini hanno perso la possibilità di ricevere cure complesse”.

Su Frosinone: “Anche sull’ospedale della città provincia ci troviamo di fronte agli stessi problemi: carenza di personale, carenza di posti letto, pronto soccorso affollato. Sono le conseguenze di una politica sanitaria devastante con la chiusura sistematica di strutture e reparti, la riduzione continua dei posti letto. Le strutture aperte soffrono la perenne mancanza di personale e materiali e gli utenti aspettano mesi per potersi sottoporre agli esami e poter accedere ai servizi sanitari, a meno che, non abbiano i soldi per rivolgersi ai privati agevolati in ogni modo dalla giunta Zingaretti”.

Ad Anagni, le parole di Marina Navarra: “Come sapete l’ospedale ad Anagni non esiste più, la struttura è diventata una casa della salute. Questo è un territorio dove l’ospedale è fondamentale e sarebbe stato il caso di tenerlo aperto perché si trova in un sito che è di interesse nazionale per la questione inquinamento”. Presente col gruppo di Potere al Popolo, anche Cinzia Belardi del Comitato Salviamo l’Ospedale: “Questo era un ospedale di frontiera. Doveva restare aperto ma purtroppo la politica ha deciso diversamente, l’ha chiuso trasformandolo in casa dalle salute. Noi non chiedevamo di riavere l’ospedale come prima però piuttosto una struttura ospedaliera con specifici reparti. E’ stata sottoscritta da 9 Comuni anche una delibera con la quale chiedevano a Zingaretti un intervento in questo senso ma, anche quella delibera è rimasta nel cassetto”.