Una vittoria così vicina eppure così lontana. Galeotti fuorono i 177 voti della città Martire

Nell’aria c’era già aria di vittoria e festeggiamenti, tutto stava andando nel migliore dei modi, il centro destra si stava avviando alla vittoria (se così si può chiamare).

Ore 23:10 i primi exitpoll fanno presagire una vittoria della destra, sembrano buoni i risultati di Forza Italia anche se alla pari inizialmente con i cugini della Lega, dopo qualche ora iniziano le prime preoccupazioni a livello nazionale degli azzurri, ma non in provincia di Frosinone e non a Cassino.

Il senato era stato conquistato, Forza Italia e i suoi alleati avevano già vinto, però nessuno poteva presagire quello che sarebbe successo da li a poche ore, ormai sembrava fatta. Mario era già Deputato, ma con il passare delle ore tutto cambia, iniziano ad arrivare le prime telefonate dai rappresentanti di lista della città Martire qualcosa non sta andando. Allora subito Mario decide di tornare nella sua roccaforte con i suoi fedelissimi (se così si possono chiamare, perché tra qualche abbraccio e pacca sulla spalla qualcuno avrà tradito) e mettere tutti sull’attenti.

Qualcosa non stava andando, i conti non tornavano, iniziò così il giorno più lungo dell’indiscusso leader azzurro, com’è finita lo sappiamo tutti, Mario l’uomo che per anni ha guidato quello che restava di tutto il centrostra ciociaro è stato battuto da Ilaria Fontana una perfetta sconosciuta agli abitanti della città Martire.

La vera autrice della sconfitta e caduta di Mario è stata proprio la sua città, la quale lo ha visto nascere politicamente, lo ha cresciuto, fatto eleggere nel 2009 consigliere provinciale e a distanza di un anno diventare Presidente del Consiglio delle Regione più importante di Italia.

Neppure lo scandalo della Regione Lazio e la disfatta della Polverini riuscì a sconfiggerlo, nel 2013 tornò nuovamente negli scranni della Pisana.
Ma allora cosa non ha funzionato questa volta? La colpa è stata veramente dei 5 Stelle?

Sicuramente il risultato del popolo dei grillini avrà influito in parte, ma chi ha veramente influito nella sconfitta di Mario sono stati proprio i suoi consiglieri comunuali che non hanno corso come promettevano facendo più una campagna elettorale di facciata che di voti.

Per capire veramente cosa ha portato oggi alla sconfitta in casa bisogna guarda un po’ più indietro, partire da quando la guida della città era affidata a Bruno Scittarelli, quando iniziano a nascere i primi nemici dell’azzurro, compagni di governo che si sono sentiti traditi da promesse mai mantenute, accordi non rispettatti, ma anche alcuni ex fedelissimi come Dragonetti che nel periodo dorato della Pisana fu il suo braccio destro ed oggi suo acerrimo nemico.

Guardando ad un passato non così lontano troviamo nuovi scontenti (o nemici) di Mario, c’è chi mormora di accordi fatti per il ballottaggio di Carlo Maria, accordi mai mantenuti (se esistenti). Politici che negli anni sono stati compagni di avventura oggi sono i primi a portar via voti a FI e così ritroviamo candidati nelle corsa alla Camera altri due Cassinesi Maurizio Russo e Massimiliano Mignanelli che hanno influito pesantemente a togliere elettorato prezioso al centro destra.

Sicuramente un dato importante è stato quello di Mignanelli, che ha totalizzato un bel 912 (quasi il 5%) a Cassino e 4.616 in tutto il Collegio, e molti voti sono stati pescati nell’elettorato storico di Forza Italia e spostati in Civica Popolare, contribuendo alla mancata elezione del candidato della coalizione di destra, infatti se al posto di Mignanelli fosse stato candidato una qualsiasi altra persona, quel dato sarebbe stato diverso e molto più vicino al dato nazionale dello 0,54%.

La colpa non è tutta dei sui “nemici” o della sinistra o dei 5 stelle, qualche errore lo avrà commesso anche Mario, ma chi non li fa?
Molti saranno stati scontenti perché avranno chiesto cose impossibili, molti avranno chiesto troppo, chi non lo avrà votato per antipatia, chi perché arrabbiato con il centro destra.

L’unica cosa di cui Mario non dovrà dubitare è la sua campagna elettorale. Sicuramente tra tutti i candidati è stato quello che ha fatto tutti i passi giusti, organizzato e strutturato, insomma in questi mesi ha messo in moto una macchina elettorale che ha fatto invidia a molti e senza nessuna pecca.

Ognuno di noi mettendosi nei sui panni potrà capire come si sente l’uomo Mario, non il politico, arrivare così vicino alla meta e perdere per così poco, dopo tanti sforzi, sacrifici e quant’altro.

A volte è meglio perdere per tanto che non per una manciata di voti.

Come Pasquino voglio fare un bocca al lupo all’uomo Mario e dire al politico Mario di tornare in carreggiata con uno spirito diverso, quello di un uomo che è arrivato alle stelle, è stato così vicino alla luna e non l’ha toccata per così poco, tornare a fare la politica tra la gente e per la gente come si faceva una volta.

Sicuramente ci saranno altre possibilità per il leader azzurro, altre campagne elettorali e nuove sfide da affrontare. Non sempre si può vincere nella vita e questa volta sono stati in tanti ad essere stati sconfitti, perché dobbiamo dircelo, non è stato sconfitto solamente Mario, ma tutto un sistema, tutto un vecchio modo di fare politica.

Spero che da queste elezioni trarranno insegnamento tanti dei nostri politici locali e che le cose, un giorno, cambieranno.

Pasquino