Quasi quasi mollo tutto e divento artigiana. Le Creazioni “verolane” Laly Jewels pubblicate su Vogue

L’artigianato attorno a Veroli può considerarsi l’innesto di bellezza alla già ammaliante bellezza della perla ernica. Una bellezza originale, per definizione fuori dagli schemi stantii della riproduzione e della regolarità. A seguire le passioni e trasformarle in lavoro sono per lo più donne, le donne verolane, giovani imprenditrici di se stesse e punti di forza di una Veroli che sa come mettersi in mostra. Arte e artigianato, un connubio perfetto che trova forma nel piccolo laboratorio di gioielli dal “taglio sartoriale” di Laly Jewels. Ogni artista ha il suo luogo chiuso, il suo convento, dove ripararsi dal freddo e gestire i pensieri e gli stati d’animo della creazione, quando l’idea è pronta a diventare bellezza. Laura Di Clemente, il suo ‘forziere’ lo ha scelto in Piazza Mazzoli. Un piccolo laboratorio che si confonde tra il resto delle cose. Arruffato all’angolo della piazza, tra tavoli di bar e la superba ombra della cattedrale. E’ quasi istintivo per turisti e cittadini volgere lo sguardo oltre quelle vetrine dall’aspetto vintage e sentire la voglia di entrare in quello spazio vero, a pungersi le mani con quegli aghi sottilissimi che tessono fili sottili come i capelli delle Madonne. Ago, filo e perline, pietre e perle naturali: un viaggio appassionante all’interno dell’infinitamente piccolo dove ogni gesto della mano può essere fondamentale. Un mondo a cui Laura dal 2013 ha deciso di dedicarsi a tempo pieno, seguendo passioni e sogni di bambina che l’hanno portata ad abbandonare il mondo forense e dare vita al Brand Laly Jewels. Il fascino universale dei gioielli artigianali, la superba bellezza del metallo che abbraccia una gemma preziosa. Pietre che spesso arrivano da passati lontani e che prendono forma da un’idea. Racconti e avventure alla ricerca della pietra perfetta: quella che alla vista già mostra il suo carattere e il destino delle forme che l’accoglieranno. I gioielli di Laura Di Clemente sono simbologie sospese tra sacro e profano, miti e storia, mistero e passionalità. Passato e moderno. Croci, camei, oggetti meravigliosamente piccoli ed ‘inutili’ tanto da trasformarsi in qualcosa di cui si avvertiva la necessità. Mescolanze di stili e di tendenze, di materiali anche più semplici accostati a pietre preziose che esprimono quell’essere contraddetto e contraddittorio che un po’ da sempre, a Veroli, gli appartiene. Laura è profondamente innamorata del suo mestiere, quasi a sentirlo addosso come una missione. Una dedizione che consiste nel darsi interamente, umanamente, perché i gioielli non siano “oggetti di decoro”, ma diventino espressione dell’“essere” di chi li indossa. E per giungere a questo altissimo livello di personalizzazione Laura deve necessariamente stabilire una relazione umanamente significativa con i suoi clienti. Questo gioco delle forme e dei colori, questa dedizione ai dettagli, questo desiderio di dare vita a forme d’arte che esistevano solo nell’immaginario sono la vera magia che si schiude ad uniche creazioni che colgono l’incessante movimento del tempo e delle emozioni e lo fissano attraverso mani che forgiano forme ’cristallizzate’ di flussi di vita. Oggetti vivi che sono stati più volte pubblicati su Vogue Accessory, Vogue Sposa, Vogue Gioiello e recensiti da diversi Blog importanti del settore. Un valore aggiunto per Veroli e per il suo artigianato. Per definire Laura basta una sola parola: Laura è una persona positiva. E chi è positiva riesce sempre a dare qualcosa in più.

Monia Lauroni