Rocca d’Arce – Scontro tra minoranze, Quaglieri: “Siamo noi l’unica opposizione”

La nascita di una nuova compagine in consiglio comunale a Rocca d’Arce ha suscitato non poche polemiche.

Antonello Quaglieri, capogruppo consiliare di opposizione di Rocca d’Arce, denominato “Roccadarce Progetto Comune”, ha affermato: “Noi pensiamo che la vera presa in giro nei confronti dei cittadini di Roccadarce sia la nascita di un nuovo gruppo consiliare, composto da alcuni eletti in maggioranza e altri in minoranza, costituitosi senza che nessuno abbia sentito l’esigenza di dare alcuna spiegazione alla cittadinanza dei propositi e delle proprie ragioni politiche amministrative”.

Secondo il capogruppo di minoranza, la costituzione di un’altra compagine avrebbe compromesso la capacità di rappresentatività dell’opposizione così come è stata definita nell’ultima tornata elettorale Per Quaglieri la situazione è chiara:  “Come primo atto, i ‘fuoriusciti’ dalla maggioranza sono stati ammessi a partecipare alle votazioni per il rinnovo dei delegati presso enti sovracomunali e varie commissioni in modo da influenzare le scelte che spettavano unicamente alla minoranza scaturita dal confronto elettorale.
Difatti i pareri ministeriali recitano che la minoranza consiliare è costituita dal gruppo o dai gruppi che appartengono a liste diverse da quelle che nella consultazione elettorale erano in collegamento con il candidato eletto sindaco.
Oltretutto, al di là di ogni riferimento normativo, aggiungiamo che la minoranza è quel gruppo che si preoccupa di contrastare le cattive scelte di questa maggioranza al fine di limitare gli effetti negativi sui cittadini e non quella che, spacciandosi per tale, punta solo a ruoli e poltrone.
Addirittura si è proceduto alla sostituzione parziale della Commissione Elettorale nonostante il legislatore abbia inteso escludere la rinnovazione parziale di tale organo poiché nello stesso è già previsto il supplente del membro dimissionario della minoranza (ragion per cui la Prefettura ha già dovuto richiedere il ripristino della corretta composizione della Commissione). Chiaramente ‘forzate’ tutte le norme di legge a garanzia della minoranza (quella autentica).
Ma la questione più eloquente che evidenzia solo una malcelata strategia piena di arroganza ed incoerenza è rappresentata dal fatto che, alla luce di tali operazioni, attualmente il nuovo gruppo, che per le ‘grandi occasioni’ si è dichiarato di ‘minoranza’, annovera tra le proprie fila i rappresentanti della maggioranza presso la Comunità Montana oltre ad essersi scelto anche quello di minoranza.
Una situazione a dir poco imbarazzante proprio perché la maggioranza si fa rappresentare (e continua a farlo senza nulla eccepire) nella Comunità Montana da chi attualmente è ‘fuoriuscito’ dalla stessa ‘dichiarandosi di minoranza’.
Perché la maggioranza consiliare dovrebbe continuare a farsi rappresentare presso la XV Comunità Montana da quei i consiglieri che si sono ‘distaccati’ dalla stessa avendo la possibilità di revocare i due fuoriusciti?
I citati consiglieri presso l’Ente montano rappresentano la maggioranza del Comune di Roccadarce mentre presso il consiglio comunale si ‘dichiarano’ invece ‘minoranza’ a dimostrazione di una operazione di basso profilo politico e di scarsissimo rispetto delle Istituzioni.
Con riferimento al mandato di consigliere della Comunità Montana, la giurisprudenza ha affermato che esso trae origine da un’elezione indiretta basata su uno specifico rapporto tra maggioranza o minoranza, ed eletto, per cui, se il consigliere eletto non può più ritenersi espressione della parte consiliare che lo ha designato, la revoca è lo strumento legittimo per ristabilire la condizione voluta dalla legge al fine di assicurare l’equilibrata rappresentanza della maggioranza e della minoranza, che sarebbe altrimenti alterata. Il potere di revoca deve ritenersi intimamente connesso con il potere di nomina, proprio per garantire l’effettiva corrispondenza dell’orientamento politico-amministrativo del rappresentante a quello della compagine rappresentata.
Se i due consiglieri comunali non verranno revocati dalla maggioranza sarà, qualora ce ne fosse ancora bisogno, certificata la solita ambiguità dell’amministrazione Pantanella e di tutti coloro che agiscono solo per ottenere qualche poltroncina e non per l’interesse collettivo”.