Saf, prima assemblea dell’era Migliorelli e torna l’ipotesi dei rifiuti da fuori provincia

Si è tenuta oggi l’assemblea dei soci Saf, la prima con la guida di Lucio Migliorelli. Sul tavolo dei sindaci sarebbero finite, oltre alla relazione complessiva sull’impianto, anche le linee guida del nuovo piano industriale che potrebbe prevedere la possibilità di accogliere i rifiuti da fuori provincia. Ipotesi che avrebbe messo in allarme alcuni sindaci.

Lucio Migliorelli

Il commento del neo presidente, al termine dell’incontro con i sindaci, è stato comunque positivo: “Nel corso dell’assemblea con i sindaci della provincia di Frosinone riunitasi oggi, venerdì 29 dicembre, ho presentato una mia relazione sullo stato economico, patrimoniale e impiantistico della Saf. È l’apertura di una nuova fase che coinvolga, in ogni processo, i sindaci su tutte le tematiche inerenti la società. Si è aperta una discussione e da parte dei soci è pervenuta la richiesta di riconvocazione a breve di una nuova assemblea con oggetto il documento da me presentato e le prospettive future della Saf. Al termine della riunione il Cda si è riunito e, accogliendo le richieste soci, ha convocato per il 12 gennaio 2018 una nuova assise sui temi sollevati.
Sarà quella la sede ove i soci potranno assumere le decisioni più opportune anche in relazione al redigendo nuovo piano industriale della Saf”.

Giuseppe Sacco

Il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, tra i promotori di una gestione ‘tecnica’ del Cda, ha commentato: “Seppur apprezzabile l’iniziativa del neo presidente al quale ho rivolto gli auguri di buon lavoro, cioè quella di fornire ai sindaci soci una relazione dettagliata sulla situazione economico-patrimoniale della Saf, non si può sottacere quanto è accaduto oggi in assemblea.

Quella che doveva limitarsi ad una mera comunicazione del Presidente, svincolata da qualsiasi votazione che peraltro non era prevista all’ordine del giorno, si stava trasformando in un deliberato utile a favorire il rientro dei rifiuti da fuori provincia. Almeno questo è stato il tentativo di chi evidentemente non ha a cuore le sorti del nostro territorio e le gravi criticità ambientali che lo affliggono. Ormai deve essere chiaro. La Provincia di Frosinone, il 28 giugno 2017, ha detto no ai rifiuti da fuori provincia anche perché lo statuto Saf esclude tale ipotesi.

L’impianto va riconvertito, va ammodernato e deve funzionare in rapporto al fabbisogno dei 91 comuni soci che costituiscono questa provincia. L’obiettivo è realizzare, come chiediamo da mesi, un nuovo piano industriale che tenga conto delle indicazioni innanzi richiamate, e non può essere né l’emergenza dei rifiuti della capitale né la storia dell’aumento tariffario eventualmente provocato dalla rinuncia ai rifiuti da Roma, a cambiare le cose.

L’auspicio è che si inizi finalmente ad aprire un confronto serio sulle soluzioni da adottare, confronto che però deve partire dalla consapevolezza che il territorio va verso l’implementazione della differenziata e non può piu permettersi un impianto di trattamento di rifiuti obsoleto, che non premia gli sforzi dei cittadini che si impegnano a differenziare e che per reggersi economicamente necessita di rifiuti indifferenziati da fuori provincia. Questo è il paradosso che ha vissuto fino ad oggi la nostra provincia”.

Arturo Gnesi

Il sindaco di Pastena Arturo Gnesi ha commentato: “All’assemblea della Saf il presidente ha illustrato, con una lunga ed articolata relazione lo stato attuale dell’impianto di Colfelice.
La tesi dominante, condivisa da una parte dei sindaci è che senza i rifiuti di Roma l’impianto collassa e il piano di investimenti non può essere attuato.
Oltre la metà dei comuni era assente e il mio intervento ha spostato l’attenzione sui problemi della tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente perché i sindaci, nonostante siano “pro-tempore” possono lasciare segni indelebili sullo sviluppo del territorio.
La sensazione è che Colfelice e Roccasecca saranno il ricettacolo dei rifiuti laziali perché, a detta del presidente, la situazione sanitaria non è così “drammatica”

“…La situazione dell’impianto S.A.F. di Colfelice è ritenuta fondamentale per la gestione del ciclo dei rifiuti sia a livello regionale che provinciale. È stato concepito, trent’anni fa, per centralizzare il trattamento dei rifiuti solidi urbani ed evitare il mantenimento sul territorio di tanti piccoli siti spesso mal gestibili dai comuni privi di risorse economiche e di competenze tecniche.

In questi anni sono cambiate le strategie per la raccolta e la differenziazione dei rifiuti e sono state definite le linee guida per il trattamento finale dei vari materiali”. Dopo essersi soffermato sul cambiamento dell’opinione pubblica in merito alle tematiche ambientali, il sindaco Gnesi ha proseguito: “Ci sono stati investimenti ovunque, sui termovalorizzatori, sulle discariche, sulle isole ecologiche, meno che su questo impianto ormai inadatto ad essere economico ed efficace e soprattutto funzionale e sinergico alla diffusione e all’aumento su vasta scala della raccolta differenziata attuata da tutti i comuni.

Da anni si contrappongono le tesi di chi ne esalta il ruolo e di coloro che lo vedono come una minaccia incombente per l’inquinamento ambientale, di chi vuole che le cose rimangano invariate e di chi, al contrario, auspica un radicale cambiamento della politica regionale.

Le manifestazioni con le autorità del territorio e le proteste della popolazione circostante sono valse a ben poco.

Mai la puzza potrà diventare una condanna per la gente che vive in queste località, mai il diritto alla salute dovrà essere barattato con il business.

Dobbiamo trovare le soluzioni che anzitutto salvaguardino la nostra terra perché solo così difenderemo il futuro e lo sviluppo economico, turistico ed occupazionale dei nostri concittadini”.