Nella sezione del Partito comunista di Aquino dove la storia si è fermata: Noi comunisti per sempre

“Per istinto, mi sono sempre sentito dalla parte dei più deboli. Per questo mi sono iscritto al Partito”. “Berlinguer lo guardavi in faccia e capivi subito che era come noi”. Ci sono le voci di tanti, ci sono i manifesti che hanno fatto la storia dell’Italia del dopoguerra, bandiere rosse, cimeli. Ci sono decenni di storia in questo locale nel centro di Aquino e c’è una specie di nostalgia che non cede alla rassegnazione.

C’è Alfonso che si è iscritto al partito negli anni ’50 e non ha mai cambiato tessera, ci sono i racconti di tante battaglie e i ricordi di Pietro e Francesco, le testimonianze di iniziative che si sono ammantate di quel sapore un po’ epico che hanno tutti i movimenti di opposizione.

Ad Aquino, terra di San Tommaso, piccolo centro a vocazione rurale in provincia di Frosinone, sopravvive una sezione del Partito comunista italiano. La caduta del muro di Berlino, la fine dell’Unione sovietica, la disgregazione del Pci ufficiale, non hanno scalfito il senso di appartenenza a un’idea di questa piccola sezione. Per loro, il comunismo non è un’ideologia da consegnare alla storia, “semmai, oggi, manca una grande dottrina comunista”.

Certo, con tanti limiti, con tanta consapevolezza che oggi è quasi impossibile parlare di militanza con le nuove generazioni. Non si rassegnano, non possono farlo. Sono qui, con le facce segnate dal tempo e le mani rovinate dal lavoro, a raccontare la loro versione dei fatti. Quando nominano Enrico Berlinguer si illuminano come parlassero di un fratello più grande, quando parlano della rivoluzione russa si inumidiscono gli occhi.

Dal 1972 la sezione si è trasferita in questo locale a ridosso della piazza principale del paese e da qui hanno preso parte a tante battaglie. La loro storia è fatta di tessere, documenti, mozioni, è fatta di bandiere custodite gelosamente e di manifesti esposti come opere d’arte.

Oreste Della Posta che ha ricoperto il ruolo di segretario per tanti anni è il motore di questa sezione, è lui che raccoglie le testimonianze di un passato che sembra lontanissimo. “Perché proprio ad Aquino? Perché nell’immediato dopoguerra generazioni di giovani sono cresciute alla scuola di due comunisti molto diversi tra loro, Domenico Batti e Vincenzo Magnapera, che sapevano coinvolgere e avevano la cultura politica necessaria per trovare consensi. Non mi pento di essere comunista, sono stato e sarò comunista. Sono convinto che il comunismo sia la risposta anche ai problemi di oggi. Abbiamo lottato tanto, sempre con coerenza. Non smetteremo adesso”.