Sicuramente a Veroli, il turismo riparte in sicurezza

Veroli “prototipo per ripartire in sicurezza”, cioè “Sicuramente”, che è nome e mantra di una iniziativa che non ha eguali in Italia: affrontare il dopo Covid unendo sicurezza e offerta turistica nell’imminenza di un’estate che non sarà come le altre.

Perfino con un algoritmo elaborato dall’università di Firenze che ha in team un docente verolano. Ma che non pregiudicherà la ricerca di una bellezza che a Veroli è di casa, e tale deve rimanere. Lo sarà ancora, ma stavolta con un protocollo, preciso e partecipato.

Con le parole del presidente del Consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini e con la puntuale ouverture del sindaco Simone Cretaro si è aperta ieri la conferenza stampa per lanciare il piano di ripartenza turistica, commerciale e sociale di Veroli.

Un piano che ha visto il coinvolgimento diretto delle istituzioni e di quei soggetti che più di tutti hanno fatto argine al dramma Covid e strutturato idee per la fase successiva: l’amministrazione comunale di Piazza Mazzoli, impegnata nella sua interezza, La Regione Lazio, la Provincia di Frosinone, la Asl del capoluogo, le associazioni dei commercianti, culturali, teatrali e turistiche. In rappresentanza di essi l’intera amministrazione ernica, il già citato Buschini, il consigliere locale e provinciale Germano Caperna, la consigliera delegata alla Cultura Francesca Cerquozzi, la direttrice della Asl Patrizia Magrini e il dottor Giancarlo Pizzutelli, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Frosinone.

Con loro un team di tecnici di pregio che ha materialmente confezionato pubblicistica e workplan a traino di una iniziativa meticolosa. Iniziativa che vuole coniugare la verve di assoluta bellezza di Veroli, le attrattive di un momento in cui attrarre è difficile, con le regole per godere di quel magnetismo estetico, gastronomico, culturale e sociale senza incappare in rischi. In soldoni è un trait d’union fra economia e profilassi, fra la necessità di rimettersi al passo e quella di farlo con il cardine assoluto della sicurezza. “In Italia non ci sono centri storici che hanno deciso di mettere la sicurezza al centro dell’offerta”.

Mauro Buschini lo ha sottolineato più volte a chiare lettere, nella sala consiliare di Piazza Mazzoli. Prima di lui Simone Cretaro, il sindaco, che ha esordito con ringraziamenti ed empatia assoluta, verso il progetto e verso i suoi fruitori finali, i cittadini di Veroli. Lo ha fatto dopo un intro video, una scheda curata con la consueta bravura pubblicistica del ‘catturatore di immagini’ per eccellenza, Antonio Grella. “Veroli è una città che si caratterizza da sempre per l’accoglienza – ha detto Cretaro – e in questa particolare situazione, con l’emergenza che abbiamo vissuto, vogliamo puntare sull’accoglienza, ma in sicurezza. Un “messaggio di priorità, la priorità che la sicurezza avrà nei prossimi mesi nella nostra città. Prima di presentare perciò il cartellone estivo dei prossimi mesi con gli eventi e le attività noi partiamo da qui, da questo protocollo di sicurezza che proteggerà i cittadini, le attività e tutti coloro che ci verranno a far visita”.

Cretaro ha sottolineato molto come ‘sul pezzo’ ci si sia arrivati con un lavoro di squadra. “Ringrazio quanti hanno contribuito: chi ha lavorato materialmente al progetto e prestato gratuitamente le sue abilità in collaborazione con gli uffici comunali, cioè l’architetto Mario De Persis, il geometra Daniele Iaboni, poi Toni Pironi, Antonio Grella e lo studio grafico Cesare Pigliacelli”. Il sindaco ha poi ribadito come il ruolo cruciale dell’iniziativa lo abbia giocato la Asl. E sottolineato, con assoluta onestà intellettuale, come la stessa sia stata resa possibile grazie all’intervento della Regione Lazio, di cui Buschini era testimonial d’evento, testimonial attivo, dato che proprio da una sua idea è nato il progetto per cui Veroli è passata da scrigno di bellezza assoluta a laboratorio di bellezza sicura. Proprio Buschini ha fatto eco al sindaco, esponendo l’assioma del “prototipo verolano, per cui rispettando tutte le norme di sicurezza imposte da Covid anche per i prossimi mesi si può’ comunque far lavorare le attività, accogliere le persone, rimettere in moto l’economia, fare in modo che la città continui ad essere vivibile. Veroli è la città che in questi anni ha puntato maggiormente sulla cultura, sulla sua storia e sulla capacità di essere un centro vissuto, vivibile e vivo. Un teatro di grandi opportunità economiche, soprattutto d’estate, quando si respira quella sorta di magia che cogli anche solo sedendoti al bar.

Una città unica dove i commercianti del centro storico si sono uniti invece di entrare in competizione”. Buschini ha concluso analizzando la sicurezza applicata ai locali come criterio e non più come concetto, e ne ha sottolineato perfino la valenza Seo, la ricorrenza cioè nelle parole ricercate on line dagli algoritmi. A seguire l’intervento di Patrizia Magrini, dal primo giugno direttore della Asl di Frosinone dopo il passaggio del predecessore Stefano Lorusso ad altro incarico ministeriale. La neo manager, che viene dalla trincea sanitaria, ha sottolineato un aspetto empirico: “Prima, quando si andava in un ristorante, ci si informava delle pietanze,adesso si fa invece molto caso a cose come il distanziamento e i Dpi. Questa calamità che ci è capitata ha messo l’accento sull’importanza della sicurezza”. Nella sua doppia veste di consigliere comunale e provinciale, Germano Caperna ha dato respiro all’analisi: “Fino all’anno scorso abbiamo sempre cercato di associare la nostra città alla parola bellezza, e possedevamo già una sensibilità innata verso la sicurezza, sensibilità che però in queste circostanze abbiamo dovuto declinare in un vero protocollo. Dobbiamo andare orgogliosi della nostra polizia locale, con il nostro comandante Massimo Belli ed i nostri operatori che si sono comportati in maniera esemplare, dando sicurezza, vicinanza ed informazioni”.

Nel vivo dei protocolli citati da Caperna ci è entrata Francesca Cerquozzi, consigliere delegato alla Cultura, che ha enunciato step ed esempi operativi di cosa si andrà a fare e come si andrà ad agire. Lo ha fatto dopo aver ringraziato il gruppo di lavoro che l’ha aiutata nella messa in opera dell’iniziativa, gli assessori Simonelli, Iaboni, il vicesindaco Parente, i consiglieri Campoli, Renzi e Rossi. Slides alla mano la Cerquozzi ha spiegato la polpa dell’iniziativa: “Il nostro protocollo è uno strumento per la fruizione del centro storico, con due obiettivi, garantire la sicurezza e prevenire i contatti Covid dei residenti; poi accogliere i visitatori garantendo la massima fruibilità delle nostre attrazioni in maniera però conforme con le norme emanate da Governo centrale e Regione Lazio”, Cittadini, commercianti, visitatori, guide turistiche, sono state queste alcune delle categorie citate dalla consigliera nel novero di quelle che faranno parte di questo grande meccanismo di sicurezza. L’efficacia di un logo che vede due mani, una che simboleggia l’accoglienza e l’altra che incarna la protezione, è un po’ il simbolo di quanto illustrato dalla consigliera, un “brand da veicolare a livello nazionale”. Cerquozzi ha poi illustrato un ipotetico scenario di accoglienza, con il primo step a Porta Romana, un secondo al chiostro agostiniano con misurazione della temperatura, e poi precisi orari di accesso, con studi di capienza e dislocazione di sedie e spazi. E ancora, con sosta e fruizione delle bellezze erniche, fisse come le museali e calendarizzate. Come quei Fasti e quell’Ernica Etnica, punte di diamante del panorama culturale verolano, come altri eventi che, ha affermato la Cerquozzi, “non annulleremo, ma realizzeremo in sicurezza”. Il tutto secondo “un progetto che nasce dal connubio fra la politica e la società”. Tutto questo con l’immancabile e in questo caso imprescindibile “promozione internet e social, con un sito internet dedicato linkabile in accesso dalla page istituzionale del Comune”. Chiosa e ringraziamento a Cretaro, che ribadendo lo “spirito di unire le forze” ha dato la parola al rappresentante dei commercianti Gianfranco Coniglio. Suo il plauso alla sicurezza come volano per una ripresa economica attesa quanto necessaria, alla disponibilità del suolo pubblico palesata dall’amministrazione ed alla scelta di creare un protocollo apposito. Con l’augurio finale del sindaco: “Tornate a Veroli, dove vi illustreremo le iniziative con cui si potrà godere della bellezza in tranquillità e sicurezza”. E quando l’augurio diventa invito vuol dire che mezza battaglia è già vinta.

Monia Lauroni

Foto Gian Luca Franconetti