Il sindaco Gnesi: “Il due novembre giorno di riflessione, di riconciliazione e di riconoscenza”

Commemorazione del due novembre anche a Pastena. Il primo cittadino Arturo Gnesi ha voluto esprimere una propria lettura di questa giornata:

“Ci sono momenti di questa giornata che appartengono alla sfera personale, sono racchiusi nell’intimità dei singoli e rimangono sigillati nella memoria dei familiari.
Un atto dovuto che rinsalda gli affetti, rafforza i legami con le persone scomparse, ravviva la loro presenza in un mondo che corre e lascia dietro di sé pochi ricordi e solo frammenti del passato.
La presenza del sindaco in una celebrazione religiosa ha un significato che va oltre il confine spirituale, supera l’interiorità e si propone di dare un giusto riconoscimento a tutti coloro che hanno vissuto nel nostro paese e hanno dato il loro contributo alla evoluzione della civiltà locale in termini morali ed economici.
Si testimonia in questo modo i vincoli relazionali esistenti con le generazioni passate perché tutte quei loculi rappresentano il database del nostro paese e sono una sorta di Treccani popolare scritta con il lavoro, il sudore e le opere dei nostri avi.
Le storie che si intrecciano con i drammi, i racconti si intersecano con le immagini del passato, gli episodi dei singoli che si incastrano con i fatti della collettività, la cronaca dei poveri con le gesta dei ricchi, la realtà degli umili con le peripezie dei furbi.
Una celebrazione che serve a non dimenticare il passato e a farci considerare il futuro non come una chimera o un traguardo estremo, ma come un cammino destinato ad avere un punto di arrivo, un momento nel quale per tutti si chiude il sipario della vita.
Padre Luigi ha menzionato nell’omelia l’utilità di mantenersi realisti per crescere spiritualmente perché chi è nato dalla polvere è destinato a tornare polvere e nessuno può mutare le leggi biologiche che donano la vita e la morte agli esseri umani.
Con questo atto simbolico abbiamo voluto esprime la nostra riconoscenza alle generazioni che con la fatica, il sudore, il genio e il sangue hanno costruito nei secoli l’identità culturale del nostro paese e hanno lasciato sulla terra talvolta arida e avara le impronte del loro passaggio.
In questa giornata un apprezzamento particolare va rivolto ai sindaci e alla gente comune che con onestà ed umiltà hanno percorso le stesse strade ammirando le montagne che delimitano l’orizzonte e aprono lo sguardo verso l’infinito”.