Il sindaco Gnesi: “La puzza non è un diritto e nemmeno una condanna”

“La puzza non è un diritto e nemmeno una condanna”. Sono queste le parole espresse dal sindaco di Pastena Arturo Gnesi dopo l’incontro che si è tenuto ieri a Roccasecca con il coordinamento dei sindaci sull’impianto di Colfelice e sulla discarica di Roccasecca. “Ho portato alcuni dati estratti da analisi epidemiologiche – prosegue Gnesi – e da ricerche analitiche di medici e ricercatori.
Lo scopo di questa sintesi è il tentativo di formulare un giudizio veritiero, attuale e scientifico sui possibili danni che l’inalazione di cattivi odori provoca sulla salute dei cittadini.
La scienza non è un dogma e la discussione su questi argomenti non può essere vincolata da pregiudizi o peggio ancora dall’ignoranza.
La preoccupazione per la sorte del territorio non può essere scambiata per populismo e il ragionamento sul futuro della nostra terra non può essere visto come una banale strumentalizzazione per fini elettorali.
La scienza ci può aiutare solo se siamo uomini e sindaci liberi.
Liberi dalle logiche del potere e liberi dagli affari.
I dati a disposizione sono pochi, spesso frammentari, corretti e addomesticati ma hanno il merito di precisare alcuni concetti che nessuna decisione politica o strategia aziendale può ignorare.
L’oncologo Antonio Giordano, ha pubblicato sulla rivista “Cancer biology and therapy” uno studio epidemiologico sul rapporto tra cancro e rifiuti e ha sottolineato che “ la rete di sorveglianza sanitaria” non è efficace.
Lo stesso autore sul ” Journal of experimental clinical cancer research” ha dimostrato che esaminando le schede di dimissioni ospedaliere in Campania è emerso che tra il 2002 e 2005 il numero dei tumori della mammella nella fascia di età tra i 25 e 44 anni è stato sottostimato del 26.5 per cento.
Il progetto SENTIERI ha stabilito che la contaminazione ambientale causa con certezza o elevata probabilità un danno alla salute, se aumenta l’inquinamento aumentano i tumori anche tenendo conto della eterogeneità dei fattori di rischio, dei tempi di esposizione, della natura multifattoriale di tante patologie e del contesto socio-economico.
Nel 2010 è stato effettuato il progetto SESPIR che ha interessato anche il Lazio e gli impianti di Colfelice e di Roccasecca.
Lo studio oltre ad evidenziare un aumento di patologie tumorali nella popolazione che vive nelle zone circostanti, ha fatto una proiezione su una situazione virtuale al 2040 tenendo conto di questi fattori
a) riduzione del 10% dei rifiuti prodotti,
b) raccolta differenziata/compostaggio al 70%
c) divieto di conferire in discarica un rifiuto indifferenziato tal quale.
Il dato oggettivamente rilevante sarebbe il beneficio per la popolazione che subirebbe una drastica riduzione dell’incidenza dei tumori e delle patologie cardiovascolari e respiratorie.
Per il Lazio, in modo particolare è stato realizzato il rapporto ERAS.
Sono state considerate oltre 242 mila residenti entro un raggio di 5 chilometri dall’impianto per il periodo 1996-2008 prendendo come riferimento l’idrogeno solforato per le discariche, le polvere fini ( pm 10) per i termovalorizzatori e un inquinante generico per i t.m.b.
“… tra gli uomini residenti in zone a più alte concentrazioni di idrogeno solforato risultano livelli di ospedalizzazioni più elevati per malattie del sistema respiratorio (+ 26%) e tumore della vescica (+59%) rispetto a coloro che risiedono in aree a basso impatto potenziale.
Tra le donne più esposte si sono osservati livelli di ospedalizzazioni più elevati per asma (+ 62%) e malattie del sistema urinario ( + 27,%). ” Pag 12 rapporto Eras pubblicato aprile 2013.
La valutazione delle molestie olfattive non è di facile soluzione ma l’APAT ( agenzia di protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici) in collaborazione con il politecnico di Milano e l’università di Brescia ha condotto uno studio in materia di odori per stabilire i valori limite delle emissioni e attuare norme tecniche per la misurazione oggettiva con l’obbligo di adottare misure adeguate per contenere polveri ed odori in base al dlgs 22/97 art 27 e 28.
L’odore è misurato in unità odorimetriche secondo la normativa europea pr EN 13725, e forse ci saranno ulteriori norme di olfattometria dinamica, ma chi di noi è stato informato?
In Germania la normativa prevede dei limiti di immissione degli odori che per non risultare molesti in una zona residenziale non devono superare il 10% della durata della giornata.
Da noi questo limite a quanto viene elevato?
L’odore non è una ricezione passiva del nostro organismo, ma una stimolazione di recettori neuro-sensoriali che trasmettono l’impulso al sistema nervoso centrale e da qui inviate al talamo, all’ipotalamo, al mesencefalo, al ponte e al midollo spinale.
Noi sindaci rappresentiamo l’ultimo baluardo della democrazia, attorno a noi ci sono giochi di potere, ricatti,compromessi e soprattutto le lobby finanziarie che badano solo ai propri interessi.
Abbiamo a disposizione tanti dubbi e poche certezze e proprio per questo motivo dobbiamo pretendere informazioni chiare e decisioni responsabili a difesa del territorio e della popolazione, ma soprattutto del futuro che noi ci siamo impegnati di consegnare salubre e integro alle nuove generazioni.
Contro chi si ostina a sostenere che la puzza, non è tossica noi rispondiamo che di certo non è un diritto e né dev’essere una condanna per il nostro territorio.
Dobbiamo pretendere ed ottenere informazioni corrette e strategie precise perché il nostro compito è prima di tutto tutelare la salute dei cittadini e difendere la natura.
Per concludere faccio riferimento alle finalità del parco naturale ” Monti Ausoni e lago di Fondi” che ha acquisito l’oasi del lago di San Giovanni Incarico a poche centinaia di metri dall’impianto con lo scopo finalizzato a ” la tutela degli elementi di naturalità, dell’integrità fisica e dell’identità culturale del territorio” .
Mi chiedo se non è tutta una presa in giro”.