Il sindaco Gnesi: “L’Ideal Standard è il super test per la politica ciociara e non solo”

Dopo aver participato alla fiaccoltàd di solidarietà per i lavoratori dell’Ideal Standard, il sindaco di Pastena Arturo Gnesi ha detto che “In poco tempo può cambiare radicalmente la condizione economica di centinaia di famiglie.
Dall’oggi al domani, senza una ragione, la precarietà diventa un incubo e la disoccupazione una tragica realtà.
Progetti in fumo e speranze a picco e quello che poteva apparire un’ipotesi sventurata e molesta diventa una drammatica certezza.
Il lavoro è basilare per l’uomo, è il pane quotidiano, il segno del riscatto individuale, il riconoscimento delle dignità umana, il sogno di una vita, l’unico mezzo per non essere emarginati ad una condizione sociale di povertà e di mortificazione.
Il lavoro non è solo merce di scambio, la prestazione dell’operaio in cambio del salario, è qualcosa di più grande e complesso perché promuove la conoscenza intellettiva, esalta la comunicazione, valorizza le capacità relazionali, promuove l’esercizio delle solidarietà sociale, spinge l’animo lungo il cammino della giustizia permette al popolo di essere al servizio del bene comune e di rafforzare la partecipazione democratica per la gestione della polis e del territorio.
Senza il lavoro cala il buio sulla propria esistenza, le speranze svaniscono nel nulla e costruire il domani diventa un enigma.
Vivere alla giornata mentre diviene pressoché impossibile coltivare il sogno di poter iscrivere i figli all’università.
Colpiti dalla maledizione del Sud, dove tutto sembra provvisorio e precario, dove non bastano 54 anni a mantenere attiva una fabbrica che fornisce prodotti esclusivi e di qualità.
Condannati ad essere il sud miracolato dal paternalismo e dall’assistenzialismo mentre non viene riconosciuto il valore di un popolo che si è sudato la libertà e guadagnato con la fatica e il sudore la pagnotta quotidiana.
Ma per l’Ideal standard dovrebbe essere tutto apparentemente semplice, senza sicari che tendono l’imboscata ai poveri operai.
Nessun agguato e nessun mandante occulto visto che tutti i big della politica si sono messi in gioco, dal primo momento e senza esitazione.
Qui la politica si gioca tutto, senza alibi e senza rinvii.
In ballo c’è la credibilità di un’intera classe dirigente, di destra e di sinistra , la posta finale di questa difficile partita, è la promozione o la bocciatura.
Si potrà stabilire la qualità, il peso, la determinazione, l’efficacia e la capacità gestionale e strategica di chi è stato votato per amministrare il territorio.
Stavolta non si può barare, si gioca a carte scoperte .
O la politica addomestica la cinica logica del profitto e trova i mezzi per tutelare i posti di lavoro oppure decreta il suo fallimento.
O la politica difende gli interessi degli operai oppure finisce per assistere impotente alla vittoria di coloro che non avranno alcuna pietà pur di incrementare la ricchezza di pochi.
Se le cose andranno diversamente vorrà dire che abbiamo ridotto i partiti a ritrovi per oziosi, a parcheggi per nullafacenti, a rodei per girovaghi, a corride per dilettanti, a contenitori vuoti, a ricevimenti per cortigiani o ad alcove segrete per soddisfare gli affari e i vizi di disillusi e derelitti.
Se daremo la colpa alle regole del mercato e agli effetti collaterali della globalizzazione significherà che siamo impreparati a governare il futuro, a predire gli eventi, ad anticipare le mosse.
Speriamo che non succeda come per i rifiuti , dove il linguaggio della piazza è stato diverso da quello dei palazzi, dove in tanti hanno detto una cosa per fare subito dopo l’esatto contrario.
Un territorio ormai fatto a pezzi, che in questi anni sta seriamente mettendo a repentaglio il suo funzionamento.
Un vero peccato per questa terra, un castigo per le giovani generazioni che dovranno fare i conti con i nostri errori e con l’incapacità di essere autonomi e liberi dal potere economico e finanziario. E chissà anche da quello mafioso”.