Sora – Un sindaco-architetto, una scuola, Renzo Piano e una visione nuova della città

Roberto De Donatis

Il Palazzo municipale di Sora è un piccolo gioiello, racchiude opere di diverse espressioni artistiche che uniscono memoria e cultura.

Il municipio di Sora

Ed è qui, nella sede deputata che incontriamo il sindaco della città volsca, Roberto De Donatis.

Dell’architetto, professione che svolge nella vita, ha il piglio e la capacità di immaginazione.

Sindaco ha appena superato la soglia del primo anno di amministrazione, qual è la principale difficoltà incontrata in questo anno?

“Il primo anno è notoriamente difficile comunicare alla città il lavoro di programmazione che si sta cercando di mettere in campo, perché chiaramente quando si hanno le idee chiare in partenza è comunque necessario un tempo tecnico per attivare i vari programmi. E anche per raggiungere gli obiettivi è necessario avere a disposizione un tempo che spesso i cittadini che ci hanno votato per un cambiamento radicale, speravano fosse immediato. La loro aspettativa in questo senso può riscontrare qualche forma di delusione. Però bisogna avere la chiarezza di dire quali sono i temi che sono perfettamente concordi a quello che era il programma elettorale per il quale siamo stati scelti e quindi siamo fiduciosi che il lavoro fatto cominci a dare i suoi buoni frutti”.

Quali sono i punti salienti sui quali ha intenzione di programmare l’attività da qui al prossimo anno?

“I punti salienti sono legati all’edilizia scolastica perché il primo aspetto che dobbiamo avere al centro della nostra agenda è la considerazione della fragilità di questo territorio, territorio straordinariamente bello per motivi legati agli aspetti del centro storico, agli aspetti naturalistici e alla presenza del fiume, però è altrettanto vero che siamo una zona a rischio sismico, con rischio diraulico ed idrogeologico, e sono temi che hanno una rilevanza importante perché la prevenzione non è solamente una necessità ma è anche una grande occasione di sviluppo.
Sull’edilizia scolastica stiamo accentrando la nostra attenzione con un grande progetto di riqualificazione che riguarda uno dei simboli della decadenza del nostro territorio che è l’ex stabilimento Tomassi. L’area è stata oggetto negli anni scorsi nella realizzazione di una grande cattedrale nel deserto, fuori scala urbanisticamente, simbolo di degrado. Nello stesso tempo si sta operando per la riqualificazione del rione Napoli, attraverso la realizzazione di una scuola innovativa che ha visto l’attenzione e la dedizione del gruppo G124 che è guidato dal grande maestro Renzo Piano che è stato anche in visita qui a Sora. Con quel progetto noi immaginiamo di dare non solo alla città di Sora ma anche al territorio più esteso della regione e della nazione un primo modello di prototipo di scuola innovativa ispirata non solo ad aspetti di sicurezza sismica ma anche a nuovo modello didattico e di integrazione sociale”.

Il quartiere San Rocco a Sora

Quindi intorno a quello che è il complesso scolastico verrebbe a crearsi un quartiere nuovo e riqualificato?

“Sì perché anche in questo senso abbiamo predisposto la richiesta di un mutuo al credito sportivo perché il Credito Sportivo oggi è una grande opportunità per i comuni di poter gestire risorse economiche a interesse zero che oltre all’attività sportiva finanziano anche la riqualificazione del contesto quindi non solo la scuola innovativa non solo l’area della Tomassi ma anche la riqualificazione di piazza XIII Gennaio che è un vuoto urbano che ha bisogno di qualità altrimenti diventa, poi, sedimento di degrado sociale con attività sportive connesse di piccola entità ma che consentono poi come appunto spiegavo prima una riqualificazione più ampia”.

A proposito di riqualificazione Sora ha sempre avuto una forte vocazione imprenditoriale e un’attività produttiva molto forte che ha caratterizzato la cittadina soprattutto nel ‘900. Oggi questa eredità come potrebbe essere trasformata riattualizzata e concretizzata magari in un settore nuovo?

“La città di Sora ha avuto sempre una grande vocazione commerciale ed artigianale. La presenza ancora della Cartiera Burgo che diciamo è l’unica presenza per la quale possiamo parlare di un vero e proprio gruppo industriale importante anche con un indotto rilevante. Per il resto però noi dobbiamo puntare a quello che io definisco vocazione attraverso un progetto di rivisitazione della figura dell’artigiano che non può essere più l’artigiano che lavora esclusivamente per realizzare un qualcosa attraverso il suo saper fare con una visione solo manualistica ma deve essere un artigiano che io ho definito il terzo millennio in grado di dare quel calore della tradizione ma utilizzando dei mezzi di un know how che sia in linea con i tempi. Per far questo noi abbiamo in mente di creare i presupposti sui quali stiamo lavorando anche cercando di agganciare i fondi della Comunità Europea una scuola dell’Artigianato 2.0 che realizzi e che formi la figura di un artigiano che sia in grado di affrontare le sfide di un mercato globale e di portare però quel saper fare su una scala più ampia”.

Sora è una cittadina molto bella dal punto di vista storico architettonico, e uno dei punti del programma elettorale era quello di trasformare Sora in un polo di attrazione turistica trasformandola in un salotto buono tra due regioni. Ci sono le possibilità per farlo? Quali sono gli strumenti da mettere in campo?

“La possibilità si lega moltissimo alla zona centrale della città. Quando noi parlavamo di salotto, parlavamo di salotto di promozione delle eccellenze perché non tanto il nostro territorio ha una vocazione agricola importante in quanto i fondi sono ormai molto spezzettati quindi la frammentazione dei fondi agricoli non da più le possibilità di immaginare grandi aziende agricole ma viviamo al centro al centro di Tre Valli la valle del Liri la valle della Marsica e la Valle Roveto e la valle Comino che invece sono caratterizzati da eccellenti filiere produttive sotto l’aspetto agricolo quindi Sora la vediamo come il salotto di promozione per fare questo bisogna avere una relazione importante con i paesi vicini però lo stesso tempo bisogna essere accoglienti e quindi è di fondamentale importanza la riqualificazione del centro storico che stiamo portando avanti tra mille difficoltà e polemiche perché purtroppo quando si lavora in un centro storico le difficoltà e imprevisti sono dietro l’angolo però la filosofia dell’intervento davvero interessante cioè ricostruire le infrastrutture e i sotto servizi quindi parliamo di acqua fogne luce gas che diventano la spina dorsale insieme poi all’arredo urbano per la possibilità di riabitare gli edifici che molto spesso sono stati abbandonati proprio perché non erano più serviti da servizi all’altezza di un agibilità delle residenze stesse. Questa filosofia di intervento siamo convinti che riporterà nuova linfa al centro storico, un centro storico per altro davvero bello, che si lega poi alla parte di centro storico ricostruito dopo il sisma de 1915, questo contesto riqualificato diventa poi lo scenario il teatro e la possibilità di localizzare a piano terra nelle botteghe di attività prototipali tipo la scuola dell’artigianato di cui parlavamo prima per fare una connessione un link con quella che è l’altra progettualità e comunque di rivedere giovani coppie che vanno ad abitare in centro storico e g la possibilità dargli uno spazio fisico che abbia dei costi contenuti e la possibilità di rivedere le attività artigianali, ripeto sempre sulla promozione di questa nuova produzione che dovrebbe essere figlia di questa nuova scuola di formazione noi vediamo una possibilità di sviluppo per il centro storico, centro storico quindi questo salotto che può essere sfruttato anche per promuovere le realtà che ci sono vicine e che potrebbero trovare in zona anche insieme allo Sviluppo del polo fieristico una possibilità di promozione importante”.