Sul treno di Renzi salgono l’emergenza lavoro e il licenziamento degli interinali Fca

Destinazione Italia fa tappa nelle province di Latina e Frosinone. Il treno del segretario del Pd Matteo Renzi sta attraversando territori profondamente colpiti dalla crisi economica e a bordo del convoglio è salito un ospite non previsto: il lavoro e in particolare il licenziamento dei 532 lavoratori interinali dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano.

La prima domanda in merito è arrivata già alla stazione di Minturno dove Renzi e il suo entourage hanno fatto tappa.

Il segretario Renzi con la sua inconfondibile verve ha detto che “Il nostro è un impegno senza se e senza ma nei confronti dei lavoratori. Sono molto fiducioso che il dottor Marchionne e tutti i suoi collaboratori sapranno mantenere tutti gli impegni assunti”.

La questione non è apparsa risolta in questi termini tanto è vero che è previsto un incontro con una delegazione di lavoratori Fca a Ferentino. A Venafro, in Molise, la fermata più vicina a Cassino si sono fatti trovare gli invitati ufficiali, ovvero consiglieri comunali ed esponenti del direttivo cittadino.

A farsi notare su tutti, il consigliere regionale Marino Fardelli e proprio lui ha dichiarato: “A Minturno ho chiesto al segretario Renzi di incontrare i lavoratori Fca che hanno sottoscritto una lettera e adesso abbiamo ricevuto l’ok per un incontro sul treno nella tratta tra Venafro e Ferentino. E’ un momento importante dove il segretario ci ascolta e ci chiede di dire come stanno veramente le cose”.

Destinazione Italia continua il suo viaggio lasciando sulle banchine sostenitori, parole di incoraggiamento, un stuolo di ammiratori pronti a scattarsi un selfie con Matteo Renzi ma anche polemiche velenose. I pendolari che afferiscono alla stazione di Ferentino non hanno apprezzato affatto le ripercussioni che la fermata del treno di Renzi ha avuto sulla loro mattinata. Infatti, il parcheggio adiacente alla stazione è risultato, senza preavviso, vietato con tanto di nastro e di divieto di sosta e la rabbia ha lasciato il posto all’ironia, almeno sul web.