Unione Cinquecittà, i consiglieri di opposizione del comune di Roccasecca propongono il recesso

E’ stata protocollata il 30 ottobre la proposta del recesso dall’Unione Cinquecittà da parte del Comune di Roccasecca, sottoscritta dai 4 consiglieri di opposizione Antonio Abbate, Gabriella Giorgio, Giovanni Giorgio e Laura Scappaticci.

Antonio Abbate

“Fui proprio io, sindaco del Comune di Roccasecca – scrive Antonio Abbate – a idearla nel 2000.

Un’ottima intuizione, a mio avviso, perchè utilissimo strumento di governo del territorio, attraverso il quale i servizi al cittadino, consorziati tra più Comuni, sarebbero migliorati a livello qualitativo ed avrebbero comportato sensibili riduzioni della spesa.

Senza rinnegare tale convinzione, non posso, tuttavia, oggi, non constatare il fallimento dell’Unione Cinquecittà, nonché l’inutile ed onerosa permanenza del nostro Comune al suo interno.

Enorme il deficit di questo organismo, enorme il debito del Comune di Roccasecca nei suoi confronti, senza, per altro, alcun servizio consorziato.

Di conseguenza il recesso che si propone di approvare al Consiglio comunale è d’obbligo”.

Nella proposta si legge che: I consiglieri comunali di minoranza Antonio Abbate, Gabriella Giorgio, Giovanni Giorgio e Laura Scappaticci, preso atto dell’elevata consistenza del debito del Comune di Roccasecca nei confronti dell’Unione dei Comuni Cinquecittà ;

considerato che nessun servizio risulta consorziato tra il nostro Comune e la citata Unione, se non quello delegato a detta Unione quale centrale unica di committenza;

ritenuto che il costo della quota associativa annuale, seppur ridotto recentemente ad euro 9.000,00 rappresenti comunque un onere per le casse comunali, già gravate, come citato in premessa, da un debito altissimo;

richiamata la facoltà statutaria per ciascuno Comune membro di uscire dall’Unione propongono il recesso immediato del Comune di Roccasecca dall’Unione dei Comuni Cinquecittà, nonché il reperimento di altro soggetto aggregatore, come previsto dalla legge, quale centrale unica di committenza.