“Veroli da Scoprire” 5 – 6 – 7 Aprile, tre giorni alla scoperta delle bellezze di Veroli

Un viaggio tra i comuni che hanno concorso al titolo Città della cultura del Lazio 2019. Dal 5 al 7 aprile eventi straordinari, visite guidate, trekking, degustazioni e laboratori, diversi appuntamenti sul territorio a cura dei comuni coinvolti, per conoscerne le eccellenze culturali ed enogastronomiche. Tra questi Veroli, una straordinaria Veroli nel suo aspetto più accogliente e misterioso, già reduce di uno straordinario successo al WeGil di Roma, si lascerà scoprire nei suoi aspetti più sanguigni, artistici e culturali. La città dei campanili, dei salotti borghesi e dei briganti, dei santi, balie e umanisti, archeologi, compositori e letterati. La città dai mille volti, dai mille significati, spalancherà per questo fine settimana i suoi antichi portali, concedendo di sè un’immagine corale fatta di tutto e del suo contrario. Aperti il Museo civico archeologico, il Palazzo comunale e il criptoportico. Aperto il Museo delle erbe e quello della civiltà rurale. Apertura straordinaria della Biblioteca Giovardiana, la più antica biblioteca d’uso pubblico del Lazio meridionale. Aperte le chiese, ognuna con la sua storia da raccontare. Visite guidate, trekking urbano, degustazioni di oli prodotti nelle campagne verolane, esperienze “life” di come fare pane e pasta secondo l’antica ricetta che ancora oggi primeggia sui mercati nazionali. Spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e mercatini enogastronomici e dell’artigianato locale. Saranno proposti per l’occasione, dagli esercizi commerciali che aderiscono all’iniziativa, menù turistici dagli inconfondibili sapori e profumi ciociari. In questo contesto, nella giornata di domenica 7 aprile, alle ore 10.00, dalla parte più alta della città, partirà una rappresentazione storica in costume dell’arrivo dei briganti della Banda Gasperone a Veroli. Antonio Gasperone, Gasparoni o Gasbarroni, come dir si voglia, chè la grafia dei cognomi nel secolo scorso non era ancora ben definita, nato nel 1793 a Sonnino ed entrato a far parte tra gli “eroi” del brigantaggio laziale. Passato alla leggenda come il “Robin Hood italiano” e vissuto in territori montani a confine tra il Regno di Napoli e lo Stato della Chiesa, venne definito “Tigre che divorava sia la mano che lo nutriva sia la mano che lo colpiva”. Le zone impervie e ricoperte da fitta boscaglia, le “cime” delle sue montagne, facevano di Veroli la “tana” ideale per i fuorileggi. Le storie dei briganti si diffondevano di bocca in bocca, spesso accrescendo ed esagerando le imprese e le lotte. Il mito Gasparone, resiste ancora oggi. I più curiosi cercano ancora tra i boschi i suoi rifugi, e qualcuno giura di aver udito nelle notti di luna, il suo fantasma, quello di Gasparazza e Belladonna, le due brigantesse al suo seguito, banchettare e progettare altre sanguinarie imprese, come facevano mentre scendevano a valle per raggiungere la “Fiera di Veroli”, probabilmente quella che si svolgeva durante la festa patronale. A seguire priezione e dibattito a tema con gli interventi dei professori e storici Marcello Stirpe e Gioacchino Giammaria, autore di un interessantissimo volume sul brigantaggio post unitario. Tra magia, mistero, religione, arte, tradizione e cultura, Veroli svelerà i suoi mondi per raccontare le mille e una storia dei suoi paesaggi solenni e i suoi borghi remoti, che curano coi loro alfabeti semplici, custodi di una ricchezza senza fine.

Monai Lauroni