Veroli, MACO Museum, Applausi per l’esibizione del soprano Orietta Manente

Orietta svetta. In classe, in coinvolgimento, in bravura. Il soprano Orietta Manente ha incantato tutti. Il concerto, che si è tenuto sabato scorso nel Monastero di Sant’Erasmo ed inserito tra gli eventi culturali del MACO Museum, ha suggellato definitivamente la nuova realtà culturale verolana con l’idea di bellezza, grazia e magnificenza. Orietta Manente, il soprano corteggiato e apprezzato da Ennio Morricone e più volte solista nei concerti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, senonchè fondatrice e direttrice della Scuola di Alto Perfezionamento SAP con sede nel MACO Museum, ha dato prova del suo eccezionale valore artistico destinato ad entrare nelle enciclopedie della lirica. Un giudizio che potrebbe sembrare eccessivo a chi ancora non ha toccato con mano e cuore la sua voce bella, potente, appassionata, brunita e “duttile”. L’atmosfera, quella dei grandi eventi, tagliata dalle arie dei più celebri compositori di respiro mondiale. Ad aprire il concerto un richiamo elegante e malinconico alla tradizione bergamasca della Commedia dell’Arte: dal Don Pasquale, cavatina di Norina ” So anch’io la virtù magica” di Gaetano Donizetti. Da Donizetti a Mozart con una delle arie più conosciute e solenni delle Nozze di Figaro: aria della Contessa ” Dove sono i bei momenti”. Cambio di atmosfera e dal Gianni Schicchi ” di Giacomo Puccini, un’interpretazione magistrale di “O mio babbino caro”. Un’emozionante Gilda esprime i suoi sentimenti per il Duca con “Caro nome” tratta dal Rigoletto di Giuseppe Verdi. Ancora Mozart, dal Flauto magico aria di Pamina ” A ch! Ich fuhls” e a conclusione della prima parte del concerto, una capricciosa e sensuale Musetta conquista tutti con “Quando men vo”, uno dei brani più noti de “La Bohème” di Giacomo Puccini. Un finale tutto “partenopeo” per una diversa prospettiva di approcciare quel patrimonio musicale colto e godere della sua estrema “freschezza” e attualità, avvicinando mondi diversi e lontani e contagiando il pubblico di ogni età nel sorriso e nella leggerezza. E’ stato proprio sui classici napoletani rivisitati in chiave lirica: Reginella e Torna a Surriento che l’elegante gestualità e la potenza dell’interpretazione, hanno toccato vette stratosferiche. Ad impreziosire il concerto l’accompagnamento al pianoforte di un eccellente Maestro Luigi Mastracci, nominato di recente coordinatore di Teatro e Musica presso il MACO Museum, insieme al compagno di palco, l’attore Nicola Masotti. È la passione, che alloggia tra i muri e le quinte del MACO Museum a creare la magia, a mettere insieme ogni volta un gruppo di lavoro coinvolto dal solo amore per l’arte, la musica, la letteratura ed il bello. E di questo va dato merito all’ideatore Luciano Costantini, presidente dell’Accademia delle Arti, associazione impegnata nella divulgazione delle stesse. Uno staff di straordinaria bravura, scelto accuratamente tra le migliori menti ed i più talentuosi del territorio. Non sono mancati gli apprezzamenti dell’Assessore alla Cultura Cristina Verro che ha espresso tutta la sua riconoscenza verso la nuova realtà culturale del MACO Museum. Quest’’incontro inatteso di forme e spazi, colori, suoni e parole è un nido di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, dai tasti di un pianoforte; è qui, immersi nell’arte, uno di quei pochi luoghi dove è ancora possibile salvarsi.

Monia Lauroni