In vista dell’assemblea Saf, Sacco tiene l’attenzione sui rifiuti da fuori provincia

Giuseppe Sacco

In prospettiva della prossima assemblea SAF convocata per il giorno 15 gennaio, la scorsa settimana ho provveduto a convocare il Coordinamento dei Sindaci per le politiche ambientali per il basso Lazio che si riunirà a Roccasecca il 10 gennaio allo ore 11,30.

Ritengo quanto mai urgente confrontarci sulle problematiche sottese alla gestione del sito in prospettiva del nuovo piano industriale che stiamo sollecitando da mesi e soprattutto sulle determinazioni assunte nella relazione consegnata dal Presidente ai Sindaci durante l’assemblea del 28 dicembre 2017.

In particolare è¨ opportuno che il coordinamento si confronti sulla situazione ritratta nella relazione che appare assolutamente disgiunta rispetto alla realtà dell’impianto e soprattutto con il reiterato tentativo che ogni volta riecheggia nell’aria rappresentato dal fantasma dei rifiuti da fuori provincia.

Sul punto dobbiamo essere chiari una volta per tutte.

I Sindaci hanno già deciso ed hanno detto NO ai rifiuti da fuori provincia durante l’assemblea del 28 giugno 2017.

Un dietro front rappresenterebbe una violazione della legge, una violazione dello statuto e soprattutto l’ennesimo tradimento della classe politica ad un territorio martoriato. Anche perché non risulta scritto da nessuna parte che a qualcuno servano le disponibilità della SAF.

Siamo chiari.

Chi ha in mente di autorizzare i rifiuti da fuori provincia è un nemico del popolo.

E mi rifiuto di pensare che siano i Sindaci, delegati dai cittadini a rappresentare i loro interessi, a rendersi complici di un tale affronto ad un territorio già mortificato sul profilo ambientale ed ora anche su quello occupazionale.

E credo che mai come in questo momento anche i comitati e tutti coloro che da sempre portano avanti questa battaglia debbano far sentire la loro voce e dare un contributo.

In passato anche il sottoscritto ha manifestato davanti i cancelli dell’impianto chiedendo lo stop dei rifiuti da Roma. Le lotte passate non hanno mai sortito alcun effetto, perchè altre logiche determinavano i processi.

Oggi no. I Sindaci della provincia di Frosinone hanno in mano il loro destino e tutti i cittadini hanno il dovere di ricordarglielo.

Stavolta la partita si vince a Frosinone e quel risultato storico acquisito a giugno del 2017 non va dilapidato”.