Vuoto a destra colmato da Gabriele Picano, un po’ missino un po’ democristiano.

Molti di voi nel leggere il nome di Gabriele Picano avranno pensato ad un omonimo come già successo nelle comunali del 2011 nella città martire, ma questa volta è proprio lui il ‘camerata’ Picano.

Vedere associato il suo nome a un partito, erede del movimento sociale a molti missini potrà suonare strano, visto che il cognome Picano è stato in passato l’emblema della DC che tanto era avversa al MSI e ai fan, come si direbbe oggi, di Giorgio Almirante.

Ripercorriamo la carriera politica dell’aspirante consigliere regionale: lo ritroviamo giovanissimo candidato alle provinciali del 2009 nelle fila dell’Udeur di Mastella dove ottenne un discreto risultato che gli consentì di essere eletto e di lì a poco ricoprire il ruolo di Assessore con la casacca del Popolo delle Libertà. Nel 2011 sempre nelle fila berlusconiane si candidò alle comunali della città martire,  poi il cambio di rotta per ritrovarsi a braccetto con Monti aspirante deputato con Scelta Civiva per L’Italia. Con il passare degli anni e la maturità politica decise di farsi portatore della neonata Noi con Salvini e fu tra i primi “leghisti” del sud, una scelta ben ponderata e studiata che lo portò a distanza di pochi mesi a scendere in campo con il sindaco uscente Petrarcone, avversario politico nel quinquennio precedente in amministrazione comunale.
Finalmente oggi il non più giovane Gabriele ha trovato la sua identità politica diventando un missino della seconda generazione.

Certo che questa campagna elettorale che si sta presentando difficile un po’ per tutti i candidati, perché è la prima campagna elettorale del 2.0 dove i manifesti sono spariti, le cene elettorali sono assai rare (tranne che per gli amici di Forza Italia) per lui sarà ancora più dura degli altri perché deve trovare consenso tra gli elettorali di quel mondo che fu Alleanza nazionale tanto rigidi e attenti all’identità.

Pasquino